Micro Smart Grid: il futuro dell’energia secondo Manni Energy

Presentato a Rebuild 2017, il progetto ha riscosso molto interesse ed ampi consensi: permetterà di raggiungere l’autonomia energetica e di staccarsi dalla rete pubblica.

“La Micro Grid è l’opportunità che ci offre oggi la tecnologia di costruire, per la propria azienda o attività commerciale – spiega Davide Tinazzi, Amministratore delegato Energy Srl parlando del progetto Micro-Smart-Grid, una piccola rete autonoma ed intelligente presentata a REbuild 2017, progettata e realizzata da un gruppo di aziende tra cui Manni Energy per l’engineering del progetto –. È una rete che sfrutta l’energia da fonte rinnovabile, la immagazzina e la rende disponibile alle utenze interne. Il vantaggio di installare una Micro Grid è, quindi, quello di essere indipendenti dalla rete pubblica, spingendo al massimo l’autosufficienza energetica da fonte rinnovabile. Un progetto come questo, inoltre, dimostra che lo stato della tecnologia al giorno d’oggi consente di avere, a costi sostenibili e convenienti, un’autonomia energetica elevata, sfruttando le energie rinnovabili”.

Ne abbiamo parlato con Franco Citron, Amministratore delegato di Manni Energy, azienda controllata da Manni Group, attualmente impegnata a sviluppare sistemi di aggregazione di impianti fotovoltaici, ovvero Smart Grid in grado di raccogliere e condividere l’energia prodotta da più impianti tramite una gestione centralizzata.

Dottor Citron, cosa si intende per Smart Grid?

4O9A0235Per Smart Grid si intende un sistema di rete elettrica che interconnette e gestisce utenze, generazione di energia e sistemi di accumulo, con l’obiettivo di garantire un funzionamento economicamente efficiente del sistema elettrico con un elevato livello di sicurezza. Per fare un esempio, proviamo ad immaginare un residence costituito da diverse casette, ognuna naturalmente con le proprie utenze (luci, frigo, lavatrice, ecc…), ma ognuna dotata anche di un impianto fotovoltaico e, magari, qualcuna di queste anche di un sistema di accumulo dell’energia. In condizioni normali, quindi senza una Smart Grid, ogni casa auto-consuma l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico, immette nella rete di distribuzione le eccedenze (se consideriamo che normalmente durante il giorno le case sono vuote, la percentuale di energia immessa può arrivare anche al 70%), accumula dell’energia, se dotata di un sistema di batterie, oppure preleva dalla rete di distribuzione nell’orario serale, quando l’impianto fotovoltaico non è in funzione. Va da sé che immettere energia in rete di giorno, e prelevarla la sera, non è proprio il massimo dell’efficienza; lo sarebbe molto di più se, in qualche maniera, riuscissimo a gestirci questa energia prima di andare verso la rete di distribuzione. La Smart Grid fa esattamente questo. Tornando all’esempio, se la mia casetta in questo momento genera dell’energia elettrica, ma io non la utilizzo, semplicemente perché in questo momento non sono a casa, attraverso la Smart Grid la metterei a disposizione di qualcun altro, all’interno del residence, che invece ne ha bisogno magari per innaffiare il giardino. Tutto ciò evitando a me di immettere in rete la mia energia e al vicino di prelevarla. Naturalmente il tutto dovrà essere gestito da un sistema intelligente che capisca quando e come effettuare questo scambio e che automaticamente ne contabilizzi i flussi.

Esiste già in Italia una tecnologia in grado di rendere le Smart Grid attive?

La tecnologia esiste, anche italiana, ed esiste pure il know how, ma mancano le normative per poter attuare tutto ciò. Sostanzialmente non esiste un quadro normativo che consenta la gestione dell’energia a valle del contatore. Tornando all’esempio di prima, potremmo creare la Smart Grid, ma il residence dovrebbe risultare come unico utente (un unico contatore) e mettere poi dei misuratori per ciascun utente… ma in questo caso si innescherebbero altri problemi di natura contrattuale e/o di gestione.

In Italia non esiste una normativa che consenta la vendita/scambio di energia tra privati. Non è quindi possibile attuare una Smart Grid tra diversi POD (punto di prelievo dell’energia rappresentato dal contatore).

Quali i vantaggi di una Smart Grid?

Innanzitutto avremmo un vantaggio economico per tutti gli utenti della Smart Grid. Pensiamo solamente che il valore economico remunerato (in questo caso dal GSE) per l’emissione in rete in modalità SSP (scambio sul posto) dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico è circa la metà rispetto al valore di acquisto, e un quarto del valore se utilizziamo la modalità cessione (vendita). In maniera meno tangibile, ma comunque con grossi vantaggi, gli effetti li vedremmo anche a livello di sistema elettrico (rete di distribuzione dell’energia). Inoltre le Smart Grid, specie se dotate anche di sistemi di accumulo, potrebbero dare un grosso contributo ad attenuare i fenomeni di sbilanciamento della rete (eccessi di richiesta e/o disponibilità di energia), e contribuire a migliorare la prevedibilità di generazione e consumi di energia. Il sistema elettrico italiano opera nel mercato del giorno prima (MGP), cioè acquista e vende all’ingrosso partite dell’energia elettrica per il giorno successivo. È chiaro che quanto più precisa è la mia analisi di richiesta di energia (perché sono in grado di prevedere meglio il fabbisogno) tanto minore è il rischio di pagare penali per eccessi o difetti di richiesta di energia.

A Riva del Garda, durante l’ultima edizione di REbuild, abbiamo visto la Mini Smart Grid…

Quello che abbiamo visto a Riva del Garda è esattamente la rappresentazione di una Smart Grid come quella che vi ho descritto. In questo caso abbiamo gestito la produzione di energia da due distinti impianti fotovoltaici (uno fisso e l’altro su inseguitore solare), un piccolo generatore eolico ed un sistema di accumulo con batterie al litio. Il tutto ha alimentato dei lampioni nel piazzale e le utenze del chiosco-bar adiacente.

Quali le ‘applicazioni’ della rete Intelligente?

Quando sarà disponibile una normativa che permetta di farlo, queste reti potranno essere impiegate in diverse situazioni: villaggi, residence, quartieri o, addirittura, città. Naturalmente tutti gli utenti della rete dovranno essere dotati di un idoneo hardware per comunicare e ci dovrà essere un gestore che ne governi le regole.

Cosa manca ancora (a livello tecnologico?) perché la Grid sia a tutti gli effetti Smart?

Come dicevo la tecnologia già esiste; magari una riduzione dei costi delle batterie di accumulo, che ci si aspetta avvenga nell’arco di un anno/un anno e mezzo, unitamente ad un quadro regolatorio chiaro, potrebbero dare un significativo slancio alla diffusione delle Smart Grid.

I prossimi passi di Manni Energy nella direzione Smart Grid?

Da tempo Manni Energy si è mossa nella ricerca di soluzioni tecnologiche avanzate idonee per queste applicazioni. La ricerca ha riguardato non solo l’hardware necessario per mettere in comunicazione le utenze della rete, ma soprattutto il software; il tutto per una gestione veloce e sicura grazie all’implementazione di algoritmi che prevedano ridondanze.