Olanda: ad Eindhoven il primo ponte in canapa e lino

Nato in Olanda il primo ponte interamente realizzato con biomateriali saldati tra di loro tramite una bioresina e da un polimero dell’acido lattico.

EINDHOVENProgettato dalla Eindhoven University of Technology, è divenuto realtà a gennaio 2017: si tratta del primo bio ponte al mondo realizzato completamente con biomateriali, nello specifico canapa e lino. Costruito con un’unica campata di 14 metri, il ponte di Eindhoven a questo punto sta affrontando una lunga fase di test che durerà un anno intero: al momento i primi stress test di laboratorio hanno dato esito positivo, in quanto la struttura è stata in grado di reggere un carico di 500 chili per metro quadrato. Soglia, questa, necessaria per ottenere la possibilità di passare alla fase due del progetto, ovvero collocare la struttura all’interno della città olandese e far testare il ponte direttamente dagli abitanti tramite un sistema di sensori montati sullo stesso.

I BIOMATERIALI UTILIZZATI PER IL BIO PONTE

Il bio ponte di Eindhoven è stato, quindi, interamente costruito con materiali naturali ed ecologici:

CANAPA: ottimo materiale isolante dall’eccellente resistenza meccanica

FIBRA DI LINO: materiale riciclabile dalle ottime proprietà di isolamento termico ed acustico

SCHIUMA DI PLA: polimero biologico dell’acido lattico

BIORESINA: miscela prodotta da una pianta di tipo liposolubile

«Ci sono stati in precedenza diversi progetti di edilizia con biomateriali, ma mai prima d’ora si era arrivati a strutture portanti interamente realizzate con biomateriali – ha spiegato Rijk Blok, a capo del progetto –. Attraverso questo esperimento speriamo di imparare molto sul comportamento di questo materiale composito nel lungo periodo. L’uso di biomateriali compositi nell’edilizia ridurrà la nostra dipendenza da risorse fossili finite e ci porterà un passo più vicini ad un’economia circolare, in cui sia i prodotti che le risorse vengono riutilizzate. Nel tempo, mi aspetto di vedere un impiego crescente di questi materiali nei nostri edifici».

LA BIOARCHITETTURA PER LA SALVAGUARDIA DEL “GENIUS LOCI”

“È l’insieme delle discipline dell’architettura che presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema. In una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarità e da un utilizzo parsimonioso delle risorse, tende ad integrare le attività dell’uomo alle preesistenze ambientali ed ai fenomeni naturali, al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura. Pratica architettonica rispettosa dei principi della sostenibilità, ha l’obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l’ambiente ed il costruito, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo indiscriminato delle risorse, quello delle generazioni future”.

È questa la definizione di bioarchitettura, una pratica ecologica finalizzata all’ottimizzazione del rapporto tra costruito e contesto ambientale che vuole privilegiare la qualità della vita ed il benessere psico-fisico dell’uomo salvaguardando l’ecosistema, riducendo le emissioni dannose, prevedendo l’utilizzo di energie rinnovabili e di materiali e tecniche ecocompatibili ed impiegando risosrse naturali quali l’acqua, il vento o la vegetazione.